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Opinabile

è tutto ciò che scrivo, vedi tu se credermi o rendermi infelice...

lunedì 2 agosto 2010

Il Giovane Holden : citazioni senza pretese - #2

Continua questo mio personale citazionario senza pretese...

La prima "puntata" si trova qui, mentre di seguito proseguo l'"opera" per i capitoli dal X al XVIII...

Buona lettura.



Dal Cap. X
(Da pag. 79)
In realtà, io sono l'unico deficiente della famiglia.

(Da pag. 80)
Ha soltanto dieci anni,
Phoebe. È magra magra, come me, però magra carina. Magra come un pàttino.

(Da Pag. 82)
Avrei dovuto sventolare un bigliettone sotto il naso del capo cameriere. A New York, ragazzi, è il denaro che parla - senza scherzi.
...
In un posto barboso come questo non ci resisto, se sono perfettamente sobrio. Non ci può schizzare dentro un po' di rum o qualcosa del genere?

(Da pag. 83)
Mi rimisi a fissare le tre racchione del tavolo accanto. Ossia, la bionda. Le altre due erano fuori tentazione. Non lo facevo in modo grossolano, però. Mi limitavo a gettare a tutt'e tre delle occhiate molto fredde e via discorrendo.

(Da pag. 86)
Questo è il guaio con le ragazze. Ogni volta che fanno una cosa carina, anche se a guardarle non valgono niente o se sono un po' stupide, finisce che quasi te ne innarnori, e allora non sai piú dove diavolo ti trovi. Le ragazze. Cristo santo. Hanno il potere di farti ammattire. Ce l'hanno proprio.

(Da pag. 87)
La vecchia Marty era come trascinarsi dietro sulla pista la statua della Libertà.
Dal Cap. XI
(Da pag. 90)
Mi sedetti in quella poltrona color vomito nell'atrio e mi misi a pensare a lei e a Stradlater in quella stramaledetta macchina di Ed Banky, e sebbene fossi quasi sicuro che il vecchio Stradlater non l'aveva stantuffata - per me la vecchia Jane era un libro aperto - non riuscivo lo stesso a togliermela di mente. Per me lei era un libro aperto. Davvero.
...
Telefonò alla madre di Jane e fece un canaio d'inferno.

(Da pag. 91)
Aveva una bocca come un forno. Voglio dire, quando parlava e si entusiasmava per qualche cosa, era come se la bocca le si muovesse da tutte le parti, labbra eccetera eccetera. Una cosa formidabile. E non la chiudeva mai completamente.

(Da pag. 93)
Per la strada, le domandai se il signor Cudahy - quella spugna dell'accidente si chiamava cosí - avesse mai tentato di prendersi dei passaggi con lei. Era molto giovane, Jane, ma aveva quella figura fantastica, e quel bastardo di Cudahy era capacissimo di averci provato. Ma lei disse di no.
...
La maggior parte delle ragazze, provate a tenerle per la mano, e quella maledetta mano o muore nella vostra, o loro credono di dover continuare a dimenarla tutto il tempo, come se avessero paura di annoiarvi o che so io.

(Da pag. 95)
Non sodi preciso che cosa voglio dire con questo, ma voglio dire proprio questo.
Dal Cap. XII
(Da pag. 96)
Il tassí che presi era un vecchio scassone e aveva un odore come se qualcuno ci avesse appena fatto i gattini.
...
- Ehi, Horwitz, - dissi. - Ci passa mai vicino allo stagno di Central Park? Giú vicino a Central Park South?
- Al cosa?
- Allo stagno. Quel laghetto, cos'è, che c'è laggiú. Dove ci sono le anitre, sa?
- Sí, e allora?
- Be', sa le anitre che ci nuotano dentro? In primavera eccetera eccetera? Che per caso sa dove vanno d'inverno?
- Dove vanno chi?
- Le anitre. Lei lo sa, per caso? Voglia dire, vanno a prenderle con un camion o vattelappesca e le portano via, oppure volano via da sole, verso sud o vattelappesca?

(Da pag.99)
Infronzolava le note alte con tutti quei cretinissimi trilletti da gigione, e un sacco di altri ghirigori complicati che mi fanno girare ben bene le scatole. Ma dovevate sentire la gente alla fine. Roba da vomitare.

(Da pag. 101)
Alla mia destra c'era quel ragazzo molto tipo Yale, con un vestíto di flanella grigia e uno di quei gilè vistosissimi da perfetto finocchio. Si somigliano tutti, quei bastardi della Ivy League.

(Da pag. 102)
Lei stava con un ufficiale di marina che pareva come se gli avessero ficcato un bastone nel sedere.
...
Era uno di quei tipi che credono di aver l'aria dei finocchi se quando ti stringono la mano non ti rompono una quarantina di dita.

(Da pag. 103)
Non faccio che dire “piacere d'averla conosciuta” a gente che non ho affatto piacere d'aver conosciuta. Ma se volete sopravvivere, bisogna che diciate queste cose.
Dal Cap. XIV
(Da pag. 115)
Mi sentivo cosí depresso che non potete immaginarvelo. Andò a finire che mi misi a parlare ad Allie, ad alta voce o quasi. Qualche volta lo faccio, quando sono molto giú.

(Da pag. 117)
Mi piace Gesú e tutto quanto, ma la maggior parte di tutte quelle altre storie della Bibbia mi lasciano un po' freddo. Prendete gli Apostoli, per esempio. Mi stanno proprio qui, se volete saperlo. Se la cavarono benissimo dopo che Gesú era morto e tutto quanto, ma finché era vivo gli servivano suppergiú quanto un buco nella testa. Non facevano che lasciarlo nei pasticci. Per me, nella Bibbia, sono quasi tutti molto meglio degli Apostoli.
...
Diceva che siccome gli Apostoli li aveva scelti Gesú, dovevano piacerti per forza. Io dicevo che va bene che li aveva scelti Gesú, ma che li aveva scelti a caso. Che non aveva il tempo dí andare in giro a esaminare tutti quanti, dicevo. Che non c'era mica da criticarlo né niente, dicevo. Non era mica colpa sua se
non aveva tempo.
...
Questo è proprio il punto sul quale non ero d'accordo. Dissi che avrei scommesso mille dollari che Gesú non aveva mai mandato il vecchio Giuda all'inferno. E ci scommetterei ancora, tra l'altro, se avessi mille dollari. Credo che ognuno degli Apostoli l'avrebbe mandato all'inferno e tutto quanto - e alla svelta, anche - ma scommetto qualunque cosa che Gesú non l'ha fatto.

(Da pag. 118)
Di quelli che ho visto in tutte le scuole dove sono andato, non ce n'è uno che quando attacca il sermone non tiri fuori quella voce da curato. Dio, quanto m'è odioso. Non capisco perché diavolo non debbano parlare con la loro voce naturale. Hanno un tono cosí fasullo, basta che aprano bocca.

(Da pag. 123)
In realtà, però, avevo voglia di suicidarmi. Mi sarei buttato dalla finestra. Probabilmente l'avrei anche fatto, se fossi stato sicuro che qualcuno mi avrebbe coperto appena toccavo terra. Non mi andava che un mucchio di ficcanaso stessero lí a guardarmi tutto sporco di sangue.
Dal Cap. XV
(Da pag. 124)
Il mio gran guaio è che se filo con una ragazza credo sempre che sia una persona piuttosto intelligente. Non c'entra un accidente di niente, ma io lo penso lo stesso.

(Da pag. 125)
Bravo chi riusciva a dire mezza parola di straforo.

(Da pag. 126)
Non ricordo esattamente quanto mi era rimasto, ma non era davvero una gran somma. Roba da pagarci il riscatto di un re, con quello che avevo speso in due schife settimane. Sul serio. Sono nato con le mani bucate. Quello che non spendo, lo perdo. Cinque volte su dieci, nei ristoranti e nei night club, mi dimentico perfino di prendere il resto e via discorrendo. I miei ci si arrabbiano come dannati. Non hanno mica tutti i torti. Mio padre è molto ricco, però.

(Da pag. 127)
Non è importante e lo so, ma mi riesce insopportabile quando qualcuno ha delle valige da poco prezzo. È terribile dirlo, ma solo a guardarle posso perfino arrivare a odiare qualcuno, se si porta dietro valige da poco prezzo. Una volta è successo.

(Da pag. 131)
- La colpa era di Romeo. Voglio dire, mi piaceva piú di tutti quanti, il vecchio Mercuzio. Non so. Tutti quei Montecchi e Capuleti, sono tutti in gamba, specialmente Giulietta, ma Mercuzio era... è difficile da spiegare. Era cosí un dritto e divertente e tutto quanto. Il fatto è che perdo le staffe se uno si fa ammazzare e la colpa è di un altro, specie poi se uno è dritto e divertente e tutto quanto. Romeo e Giulietta almeno era colpa loro.
...
I cattolici cercano sempre di appurare se siete cattolico anche voi.
Dal Cap. XVI
(Da pag. 134)
Non tanto mia madre, ma quelle altre due. Mia zia è molto caritatevole - lavora moltissimo per la Croce Rossa e compagnia bella - ma è molto elegante e via dicendo, e quando fa le opere di carità è sempre molto ben vestita, col rossetto sulle labbra e tutte quelle porcherie. Non riuscívo a figurarmela a fare un'opera di carità se avesse dovuto vestirsi di nero da capo a piedi e non mettersi il rossetto. E la madre della vecchia Sally Hayes. Cristo. Quella lí potrebbe andarsene in giro a far la questua con un cestino solo a patto che nel dare l'offerta tutti quanti le leccassero gli stivali.

(Da pag. 138)
Va a finire che dovrò leggere il dramma. Il mio guaio è che devo sempre leggere quelle cose da solo. Se le recita un attore non sto nemmeno a sentirlo. Ho un chiodo fisso: se farà da un momento all'altro qualche gigionata.
...
Al parco era uno strazio. Non c'era troppo freddo, ma il sole era ancora coperto, e si sarebbe detto che in tutto il parco non ci fossero che porcherie di cani e scaracchi e cicche di sigari di vecchi, e le panchine avevano tutta l'aria che a sedervici le trovavate bagnate.

(Da pag. 141)
A noi non ce ne importava un accidente del vecchio Colombo, ma eravamo sempre stracarichi di caramelle e di gomma eccetera eccetera, e nell'auditorium c'era un odore cosí buono. Un odore come se fuori piovesse anche quando non pioveva, e voi eravate nell'unico posto piacevole, asciutto e caldo del mondo. Mi piaceva, quel maledetto museo.
Dal Cap. XVII
(Da pag. 147)
La commedia, ne avevo viste anche di peggio. Sempre genere boiata, però.

(Da pag. 148)
Alla fine del primo atto uscimmo con tutta quella massa di cafoni a fumarci una sigaretta. Roba da matti. Garantito che in vita vostra non avete mai visto tanti palloni gonfiati, tutti che fumavano come camini e parlavano della commedia in modo da farsi sentire e fare apprezzare a cani e porci quanto erano geniali.

(Da pag. 149)
Era uno di quei palloni gonfiati che quando rispondono a una domanda devono farsi spazio. Arretrò di un passo, e piombò dritto sul piede della signora dietro di lui. Probabile che le spezzò tutte le dita che aveva.

(Da pag. 152)
- Be, io la odio. Ragazzi, se la odio, - dissi. - Ma non è solo questo. È tutto. Odio vivere a New York e via discorrendo. I tassí, e gli autobus di Madison Avenue, con i conducenti e compagnia bella che ti urlano sempre di scendere dietro, e essere presentato a dei palloni gonfiati che chiamano angeli i Lunt, e andare su e giú con gli ascensori ogni volta che vuoi mettere il naso fuori di casa, e quegli scocciatori sempre lí da Brooks, e la gente che non fa altro...

(Da pag. 153)
- Be', sta' a sentire, - disse la vecchia Sally. - C'è un mucchio di ragazzi che nella scuola trovano molto piú di questo.
- Eccome! È proprio cosí, per certi. Ma io non ne cavo fuori altro. Vedi? Ecco il mio guaio. Proprio questo è il mio maledettissimo guaio, - dissi. - Non mi riesce di cavar fuori niente da niente. Sono fatto molto male. Sono fatto in modo schifo.

(Da pag. 155)
- Ho detto di no, che non ci sarebbero posti meravigliosi dove andare dopo che avrò fatto l'università e tutto quanto. Sturati le orecchie. Sarebbe tutta un'altra cosa. Dovremmo scendere in ascensore con le valige e tutto. Dovremmo telefonare alla gente e salutarla e mandare cartoline dagli alberghi e via discorrendo. E io avrei un impiego, farei un sacco di soldi, andrei in ufficio col tassí e con l'autobus della Madison Avenue e leggerei i giornali e giocherei a bridge tutto il tempo e andrei al cinema a vedere un sacco di cortometraggi e di prossimamente e di cinegiornali. I cinegiornali. Cristo onnipotente. C'è sempre qualche idiotissima corsa di cavalli, qualche gran dama che spacca una bottiglia su una nave e uno scimpanzè in pantaloni su una dannata bicicletta. Non sarebbe proprio la stessa cosa. Non capisci proprio quello che voglio dire.

(Da pag. 157)
Se proprio volete saperlo, non so nemmeno perché avessi cominciato tutta quella storia. Voglio dire, di andarcene in qualche posto, nel Massachusetts e nel Vermont e compagnia bella. È probabile che non ce l'avrei portata nemmeno se fosse voluta venire. Non era proprio il tipo di ragazza che uno si porta dietro. La cosa terribile, però, è che quando gliel'avevo chiesto dicevo sul serio. Questa è la cosa terribile. Giuro davanti a Dio che sono matto.
Dal Cap. XVIII
(Da pag. 158)
Portava quei calzoncini da bagno di lastex bianchi, e si tuffava sempre dal trampolino alto. Faceva tutto il giorno il tuffo a capriola, sempre quel vecchio tuffo schifo. Non sapeva farne altri, ma lui si credeva un campionissimo. Tutto muscoli e niente cervello.

(Da pag 159)
Ogni volta che gli nominate un autentico bastardo - mediocríssimo o presuntuosissimo e via discorrendo - quando lo dite a una ragazza, lei vi racconta subito che ha il complesso d'inferiorità. Può anche darsi che ce l'abbia, ma questo non gli impedisce di essere un bastardo, dico io. Le ragazze. Non sai mai quello che gli gira per la testa.

(Da pag. 160)
Una volta l'avevo definito culone fanatico.

(Da pag 161)
Passa per un numero maledettamente religioso, lo so, e anche carino e via dicendo, ma io non vedo proprio che cosa ci sia di carino e di religioso in un mucchio di attori che trascinano crocifissi avanti e indietro per il palcoscenico, Dio santo.
...
Io avevo detto che se il vecchio Gesú l'avesse visto, come minimo avrebbe vomitato - tutti quei costumi da carnevale e compagnia bella. Sally mi aveva detto che ero un ateo sacrilego. È probabile. A Gesú piacerebbe veramente una cosa sola, il tizio che suona i timpani nell'orchestra. Sarà da quando avevo otto anni che lo sto a guardare. Io e mio fratello Allie, se eravamo coi nostri genitori e compagnia bella, cambiavamo sempre di posto e andavamo avanti per poterlo guardare. È il piú bravo timpanista che abbia mai veduto. Durante ogni pezzo gli capiterà di percuotere i suoi timpani sí e no un paio di volte, ma non ha mai l'aria annoiata quando sta lí senza far niente. Poi, quando li percuote, lo fa in un modo cosí carino e dolce, con quell'espressione tesa sul viso. Una volta, quando andammo a Washington con papà, Allie gli mandò una cartolina, ma scommetto che non l'ha mai ricevuta. Non sapevamo bene come indirizzarla.

(Da pag. 163)
Prendete la gente che si consuma gli stramaledetti occhi a forza di piangere per le cretinate balorde dei film, e nove volte su dieci in fondo in fondo sono degli schifosi bastardi. Senza scherzi.

(Da pag. 164)
Mi ricordo che Allie una volta gli domandò se in fondo per lui non era una fortuna d'essere in guerra, visto che era uno scrittore e c'erano tante cose su cui scrivere e via dicendo. Lui mandò Allie a prendere il suo guantone da baseball e poi gli domandò chi avesse scritto le piú belle poesie di guerra, se Rupert Brooke o Emily Dickinson. Allie disse Emily Dickinson.
...
Un tempo sono stato nei boy scout per circa una settimana, e mi era insopportabile perfino guardare la nuca del tipo davanti a me. Stavano sempre a dirti di guardare la nuca di quello davanti.

(Da pag. 165)
Ad ogni modo, sono quasi contento che abbiano inventato la bomba atomica. Se c'è un'altra guerra, vado a sedermici sopra, accidenti. E ci vado volontario, lo giuro su Dio.



LR.

Vedi anche:
<<Il Giovane Holden : citazioni senza pretese - #1

4 commenti:

  1. Giovane Holden?
    Mai sentito.

    RispondiElimina
  2. è davvero una bella trovata, hai inserito parti che non ci sono su altri siti ma ne hai saltate altrettante, come quella del tizio delle pompe funebri che aveva fatto una donazione alla scuola di holden.. è uno dei passi che mi fanno ridere di più

    RispondiElimina
  3. Già, Jane, l'Holden è un insieme finito di infinite citazioni! E' da secoli che devo inserire il post sull'ultimo blocco di (mie - scelte da me) citazioni. Un po' di pazienza... molta pazienza! :D

    Grazie, ciao.

    RispondiElimina

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